Bonus Mobili: come funziona la detrazione IRPEF del 50% su arredi ed elettrodomestici
Il Bonus Mobili è una delle agevolazioni fiscali più concrete per chi ristruttura casa: consente di recuperare il 50% delle spese sostenute per acquistare mobili nuovi ed elettrodomestici, attraverso una detrazione IRPEF da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. Non si tratta di un contributo a fondo perduto, ma di uno sconto fiscale reale che alleggerisce il peso economico del rinnovo degli ambienti domestici.
Cos’è il Bonus Mobili e chi può richiederlo
Il Bonus Mobili è una detrazione IRPEF del 50% riconosciuta ai contribuenti che sostengono spese per l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di lavori di ristrutturazione edilizia. Il requisito fondamentale è proprio questo: il collegamento con un intervento di ristrutturazione ammesso alla relativa detrazione fiscale.
Non è quindi sufficiente acquistare nuovi mobili casa per accedere al beneficio: occorre che sull’immobile siano stati avviati lavori di ristrutturazione edilizia riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate, con inizio dei lavori a partire dal 1° gennaio 2020 per le agevolazioni riferite all’anno in questione.
Possono accedere al bonus:
- i proprietari dell’immobile ristrutturato
- i titolari di altri diritti reali sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
- i locatari o comodatari che sostengono le spese di ristrutturazione
- i familiari conviventi con il proprietario che sostengono le spese
Limite di spesa e importo della detrazione
Il tetto massimo di spesa agevolabile è fissato a 16.000 euro, un importo significativamente più alto rispetto ai 10.000 euro precedentemente previsti. Sulla spesa entro questo limite si applica la detrazione del 50%, per un risparmio fiscale massimo teorico di 8.000 euro, suddivisi in dieci rate annuali uguali nella dichiarazione dei redditi.
È importante sapere che il limite di spesa di 16.000 euro va considerato in modo autonomo rispetto al limite previsto per la detrazione sulla ristrutturazione edilizia: si tratta di due agevolazioni distinte, anche se collegate.
La detrazione si applica sia alle spese per mobili nuovi sia a quelle per elettrodomestici con classe energetica non inferiore alla A+ (per i forni è sufficiente la classe A). Il rispetto della classe energetica minima è un requisito obbligatorio per l’accesso all’agevolazione sugli elettrodomestici.
Spese ammesse: mobili ed elettrodomestici
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un elenco esemplificativo degli acquisti ammessi al bonus. Di seguito le principali categorie:
Mobili e arredi
- Letti, armadi, cassettiere, librerie
- Scrivanie, tavoli, sedie, comodini
- Divani, poltrone, credenze
- Materassi e apparecchi di illuminazione
Elettrodomestici (classe energetica minima A+, A per i forni)
- Frigoriferi e congelatori
- Lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie
- Apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde
- Piastre riscaldanti elettriche, apparecchi di riscaldamento elettrici
- Radiatori elettrici, ventilatori elettrici
- Apparecchi per il condizionamento
Non sono invece ammessi acquisti come porte, pavimenti, tende o altri elementi che, pur facendo parte dell’arredamento in senso lato, non rientrano nella definizione di mobili e grandi elettrodomestici prevista dalla normativa.
Come si paga per avere diritto alla detrazione
Le modalità di pagamento sono un aspetto spesso sottovalutato, ma determinante per non perdere il diritto alla detrazione. Le spese devono essere sostenute tramite:
- Bonifico bancario o postale (ordinario, non necessariamente quello specifico per le ristrutturazioni)
- Carte di credito o carte di debito
Non è ammesso il pagamento in contanti. È consigliabile conservare con cura tutti i documenti: fatture, ricevute di pagamento e documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione collegati.
Per soluzioni di arredamento RTL Mobili e altri brand di qualità, è sempre utile verificare con il rivenditore la corretta emissione della documentazione fiscale necessaria per la detrazione.
Bonus Mobili e ristrutturazione: il collegamento obbligatorio
Come già accennato, il Bonus Mobili non può essere richiesto in modo autonomo. È strettamente connesso alla detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie, disciplinata dall’art. 16 del D.P.R. 917/1986 e successive modifiche.
I lavori di ristrutturazione che abilitano il bonus includono, tra gli altri:
- Manutenzione straordinaria su singole unità abitative
- Restauro e risanamento conservativo
- Ristrutturazione edilizia
- Ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi
I lavori devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno di riferimento per ottenere l’agevolazione sull’acquisto di arredi correlato.
Bonus Mobili per la casa al mare o le seconde case
Il Bonus Mobili non è limitato alla prima abitazione: si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse le seconde case e le abitazioni per vacanza. Chi, per esempio, sta pensando di arredare casa al mare dopo lavori di ristrutturazione può accedere all’agevolazione alle stesse condizioni previste per l’abitazione principale, rispettando i medesimi requisiti.
FAQ sul Bonus Mobili
Il Bonus Mobili è cumulabile con altre agevolazioni?
Il Bonus Mobili è una detrazione indipendente rispetto ad altre agevolazioni come il Superbonus o l’Ecobonus, ma deve essere collegato alla detrazione per ristrutturazione edilizia. Non è cumulabile su uno stesso acquisto con altri incentivi che riguardino gli stessi beni.
Posso acquistare mobili usati e accedere al bonus?
No. Il bonus riguarda esclusivamente l’acquisto di mobili nuovi ed elettrodomestici nuovi. L’acquisto di beni usati non dà diritto alla detrazione.
Cosa succede se i lavori di ristrutturazione non sono ancora terminati?
Non è necessario che i lavori siano conclusi prima dell’acquisto dei mobili. È sufficiente che i lavori siano stati avviati entro la data dell’acquisto e che rientrino tra quelli ammessi alla detrazione per ristrutturazione.
La detrazione vale anche per l’acquisto di un nuovo materasso?
Sì, i materassi rientrano tra i beni agevolabili nella categoria mobili e arredi, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate.
Come devo indicare la spesa nella dichiarazione dei redditi?
La detrazione va indicata nel modello 730 o nel modello Redditi PF, nella sezione dedicata agli oneri detraibili. La spesa viene suddivisa automaticamente in dieci rate annuali di pari importo.
Cosa succede se restituisco un prodotto acquistato con il bonus?
In caso di restituzione del bene, è necessario verificare le condizioni previste dalla normativa vigente. Per ogni dubbio sulle procedure di resi, rimborsi e diritto di recesso è sempre consigliabile consultare il rivenditore o un professionista fiscale.
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